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Paestum e Dintorni

Area Archeologica di Paestum

L’Area Archeologica di Paestum è riconosciuta dall’UNESCO come patrimonio dell’umanità dal 1988. E’ contenuta da mura in pietra a perimetro pentagonale tra cui sorgono 24 torri d’avvistamento ben conservate, alcune a pianta tonda altre a pianta quadrata, e aperte da quattro porte in corrispondenza degli sbocchi delle due strade principali : Porta Sirena, Porta Marina, Porta Aurea e Porta Giustizia. Le mura si estendevano per una lunghezza di circa 5 chilometri, con altezze vicine ai quindici metri e tra i cinque ed i sette metri di profondità ed esse erano percorse esternamente un fossato di protezione profondo diversi metri e tenuto ricolmo d’acqua. All’interno di queste mura si trova uno dei più ricchi parchi archeologici del mondo, dominato dai 3 templi ma ricco di altre importanti testimonianze storico-artistiche. Il “Tempio di Hera” che fu dedicato ad Hera, moglie di Zeus ed è il più antico dei 3 templi. Il secondoè detto Tempio “di Poseidone” e il “Tempio di Cerere”. Altri punti d’interesse, diciamo “minore”, sono il “Templio Italico”, dedicato a Giove, Giunone e Minerva, “Il Foro”, “Il Boleuterion”, “L’Anfiteatro”, “Il Ginnasio” e “Il Sacello Ipogeico”. Tantissimi sono inoltre i reperti di enorme valore conservati nel Museo di Paestum e, tra questi, il più popolare è la “Tomba del Tuffatore” le cui lastre dipinte sono l’unico esempio di pittura di età greca della Magna Grecia. Ritrovata nel 1968, si presume risalga al 480 a.C., gli affreschi sulle pareti interne rappresentano un uomo, colto in pieno volo, in un movimento di grande eleganza, che si tuffa verso il mare in un simbolico trapasso tra la terra che lo ha accolto in vità e l’ignoto della morte celato sotto la superficie dell’acqua. Consigliamo vivamente di visitare questi luoghi ricchi di leggenda.

Costiera Amalfitana

La Costiera amalfitana è il tratto di costa campana, situato a sud della penisola sorrentina, che si affaccia sul golfo di Salerno; è delimitato ad ovest da Positano e ad est da Vietri sul Mare. È un tratto di costa famoso in tutto il mondo per la sua bellezza naturalistica, sede di importanti insediamenti turistici. La Costiera Amalfitana è nota per la sua eterogeneità: ognuno dei paesi della Costiera ha il proprio carattere e le proprie tradizioni tutte da scoprire.
Il modo migliore per visitare la Costiera Amalfitana è muoversi in auto o in moto, ma che non ne avesse la possibilità non si preoccupi, perché gli autobus fermano in ogni paese. Le vedute dalla strada sono spettacolari sin dall’inizio e chi viene qua per la prima volta è tentato di fermarsi e scattare una foto ad ogni curva, ma la strada è lunga e la corsia è una sola e molto stretta: meglio non bloccare il traffico di tutta la Costiera per non favorire nervosismi! I primi paesini che si attraversano sono buoni per un caffè o un gelato, ma le spiagge sono piccole e affollate, perché chi è della zona si ferma sempre qui per non trascorrere la giornata nel traffico invece che in spiaggia. Meglio proseguire per un po’ fino a raggiungere un bivio e svoltare a destra verso la montagna in direzione Ravello! Trecentocinquanta metri sul livello del mare, per le sue viste spettacolari dai giardini di antiche ville patrizie, Ravello è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO. Probabilmente la più bella è Villa Cimbrone, dai cui balconi si possono scattare foto che sembrano cartoline. La Cattedrale di San Pantaleo merita una visita per i suoi tesori architettonici che nei secoli hanno catturato l’attenzione di Boccaccio, Wagner, Lawrence e molti altri artisti e scrittori. La tappa successiva e’ Amalfi. Anch’essa parte del patrimonio UNESCO, la sua fondazione risale all’epoca romana, ma la città raggiunse il suo splendore come una delle quattro repubbliche marinare in competizione per il controllo del Mediterraneo e’ il nucleo centrale della Costiera, non solo geograficamente, ma anche storicamente . Oggi Amalfi è la città della costa più grande e più frequentata,. E’ il luogo ideale per fare acquisti tra i caratteristici negozi del centro, mentre si gusta un formidabile gelato o una granita al limone. Tra le architetture più belle di Amalfi compaiono l’imponente Cattedrale di Sant’Andrea, preceduta da una lunga scalinata, gli antichi arsenali della Repubblica, e il Chiostro del Paradiso.
Proseguendo per la costa si giunge a Conca dei Marini, così denominata per la particolare forma della costa rocciosa in cui è incastonata. Vale davvero la pena vederla dal mare o salendo su una delle ripide scale che vanno dal piccolo porto verso l’interno del paesino. Qui, lungo la strada subito dopo il paese, si trova anche la famosa Grotta dello Smeraldo. Una tappa e’ da fare nel fiordo di Furore, un luogo impressionante sia dall’alto che dal basso, e anche molto romantico, corredato da ristoranti vicino alla spiaggia tra due pareti di roccia alte trenta metri. Infine si arriva a Positano, l’ultimo e secondo molti anche il più bel paese della Costiera Amalfitana. Dalla strada si vede un mosaico di case colorate che sembrano montate una sopra l’altra, ed è incantevole scendere per le stradine fino al porto da dove si può vedere la sagoma dell’isola di Capri.

Costiera Cilentana

La Costiera Cilentana è un tratto di costa che si estende tra il golfo di Salerno e il golfo di Policastro, nel Cilento. È nota per la sua bellezza naturalistica e per la qualità delle acque di balneazione. Ogni anno molte località della costiera vengono premiate con le bandiere blu e le vele assegnate da Legambiente. Le meraviglie naturali del Cilento hanno fatto si che in questa zona sia stato istituito un parco nazionale fra i piu’ grandi d’Europa che e’ tutto da scoprire e visitare. Da Paestum a Sapri, centinaia di chilometri di spiagge, calette, rocce a picco sul mare, grotte segrete è la costa del Cilento, tra le più belle e incontaminate d’Italia. Paesini arroccati e morbide colline fanno da cornice ad uno scenario unico. Dalla riserva di Punta Licosa, con i suoi pini che sembrano tuffarsi nel mare, all’Arco Naturale di Palinuro, un monumento scolpito da madre natura. Ogni anno almeno su dieci spiaggie della costa cilentana sventolano le bandiere blu del FEE e le vele di Legambiente. I paesi sulla costa e quelli nell’entroterra nel periodo estivo si animano di spettacoli e sagre dove gustare i prodotti tipici cilentani.

Velia
Elea, denominata in epoca romana Velia, è un’antica polis della Magna Grecia. L’area archeologica è attualmente localizzata nella contrada Piana di Velia, nel comune di Ascea in provincia di Salerno, all’interno del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano. L’accesso al sito è da Via di Porta Rosa. Lo storico e geografo greco Strabone, nella sua Geografia, parla della città di Elea-Velia, specificando che i Focei, suoi fondatori, la chiamarono inizialmente Hyele, nome che poi divenne Ele ed infine Elea. IRomani per il nome della città adottarono la forma Velia, attestata a partire da Cicerone. I toponimi locali influenzati dal nome Velia, sono i vicini comuni cilentani di Novi Velia e Casal Velino.Gli scavi, vicini alla ferrovia e non lontani da Ascea Marina, sono visitabili tutti i giorni. Dell’antica città restano l’Area Portuale, Porta Marina,Porta Rosa, le Terme Ellenistiche e le Terme romane, l’Agorà, l’Acropoli, il Quartiere Meridionale e il Quartiere Arcaico. In prossimità dell’ingresso si trova un ampio parcheggio gratuito ed un gruppo di moderni edifici in cemento armato, legno e vetro, destinati a biglietteria, esposizione, ristoro, servizi igienici e vendita di souvenirs. Di questi solo la biglietteria è utilizzata.

Ischia
L’isola d’Ischia è posta all’estremità settentrionale del golfo di Napoli e a poca distanza dalle isole di Procida e Vivara. Appartiene al gruppo delle isole Flegree. Con i suoi 61.008 abitanti è la terza più popolosa isola italiana, dopo Sicilia e Sardegna. Le acque termali dell’Isola d’Ischia sono ben conosciute ed utilizzate fin dall’antichità. Già i primi coloni Euboici, come dimostrano i numerosi reperti archeologici rinvenuti nel sito di Pithecusa e conservati presso il Museo Archeologico di Villa Arbusto a Lacco Ameno, apprezzavano ed usavano le acque delle sorgenti termali dell’Isola. Dal ‘600 alla metà del ‘900 vennero costruiti in prossimità delle più rinomate sorgenti termali numerosi stabilimenti e strutture ricettive che fecero dell’Isola d’Ischia una rinomata stazione internazionale di cura e soggiorno dove vennero a curare le malattie del corpo, e non solo, personaggi celebri come Giuseppe Garibaldi, dopo la battaglia di Aspromonte, Camillo Benso conte di Cavour, Arturo Toscanini. Ottima meta per chi vuole rilassarsi godendosi paesaggi suggestivi.

Capri

L’isola di Capri è un’isola nel golfo di Napoli. Situata di fronte alla penisola sorrentina, è celebrata per la sua bellezza sin dai tempi dell’impero romano. La costa è frastagliata con numerose grotte, cale che si alternano a ripide scogliere. Le grotte, nascoste sotto le scogliere, furono utilizzate in epoca romana come ninfei delle sontuose ville che vennero costruite qui durante l’Impero. La più famosa è senza dubbio la Grotta Azzurra, in cui magici effetti luminosi, furono descritti da moltissimi scrittori e poeti e la famosa “Piazzetta” meta obbligatoria per chi visita l’isola. Caratteristici di Capri sono i celebri Faraglioni, piccoli isolotti rocciosi a poca distanza dalla riva che creano uno spettacolare effetto scenografico e paesaggistico. Capri conserva numerose specie animali e vegetali, alcune endemiche e rarissime, come la lucertola dei Faraglioni che vive su uno dei tre faraglioni. La vegetazione è tipicamente mediterranea, con prevalenza di agavi, fichi d’india e ginestre. Il mare è ancora in buona parte pulito. I principali centri abitati dell’isola sono Capri,Anacapri, Marina Grande, Marina Piccola.

Grotte di Castelcivita

L’attrazione più nota di Castelcivita è rappresentata dalle Grotte di Castelcivita. Situate ai piedi degli Alburni, lungo la riva destra del fiume Calore, che ne attraversa sovrano il territorio, esse si snodano nelle viscere della terra per oltre 5 km. Abitate sin dal Paleolitico, le grotte di Castelcivita si presentano al visitatore come un intricato susseguirsi di gallerie e sale, conformazioni geologiche dalle forme più imprevedibili: la sala del castello,del coccodrillo, del deserto, della pagoda e tante altre. Il tempo di percorrenza per questa piacevole passeggiata nel cuore della Terra è di circa un’ora. Come alternativa all’aria aperta, vi consigliamo una rilassante passeggiata lungo le sponde del fiume Calore, particolarmente “selvaggio” in questo tratto. Numerose e discretamente attrezzate le aree pic-nic, come quella di “Pietratonda“.

Pompei

Pompei ha origini antiche quanto quelle di Roma. Nell’area degli scavi archeologici di Pompei è stata portata alla luce l’antica città romana distrutta tragicamente a seguito di una delle eruzioni del vicino vulcanoVesuvio, avvenuta nell’anno 79. Già alcuni anni prima – nel 62 – un terribile terremoto, premonitore della ben più grave catastrofe che si sarebbe abbattuta sulla città di lì a pochi anni, colpì Pompei e la città di Ercolano nonché altri centri della Campania. Pompei fu gravemente danneggiata, ma subito cominciò l’opera di ricostruzione. Diciassette anni più tardi, mentre i lavori continuavano a procedere a ritmo sostenuto (ed anche se gli edifici pubblici erano ancora quasi tutti da restaurare), la città e i suoi abitanti vissero una tra le più grandi tragedie della storia antica che oggi, cristallizzata nel tempo e in quell’attimo, è stata riportata in superficie divenendo ilsecondo sito archeologico più visitato nel mondo. La città tornò alla luce nel 1748, grazie agli scavi voluti e finanziati da Carlo di Borbone. Gli scavi di Pompei, con quelli di Ercolano ed Oplontis, sono riportati nella lista dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Da non perdere, oltre agli scavi, anche il Santuario della Madonna del Rosario meta di pellegrinaggi religiosi, ma anche di molti turisti affascinati dalla sua maestosità. Ogni anno oltre quattro milioni di persone si recano in visita al Santuario che risulta pertanto tra i più visitati d’Italia. In particolare, l’8 maggio e la prima domenica di ottobre, decine di migliaia di pellegrini affollano la città di Pompei, per assistere alla pratica devozionale della Supplica alla Madonna di Pompei (l’ora del Mondo) scritta dal Beato Bartolo Longo che viene trasmessa tramite la televisione e la radio in tutto il Mondo.

Certosa di Padula

La Certosa di San Lorenzo, tra le più grandi d’Italia, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Fu fondata da Tommaso San Severino nel 1306 sul sito di un esistente cenobio ed è dedicato a San Lorenzo. La sua struttura richiama l’immagine della graticola sulla quale il santo fu bruciato vivo. La storia dell’edificio copre un periodo di circa 450 anni. La parte principale della Certosa è in stile Barocco ed occupa una superficie di 50.500 m² sulla quale sono edificate oltre 320 stanze. Il monastero ha il più grande chiostro del mondo (circa 12.000 m²) ed è contornato da 84 colonne. Una grande scala a chiocciola, in marmo bianco, porta alla grande biblioteca del convento. Secondo la regola certosina che predica il lavoro e la contemplazione, nella Certosa esistono posti diversi per la loro attuazione: il tranquillo chiostro, la biblioteca con il pavimento ricoperto da mattonelle in ceramica di Vietri sul mare, la Cappella decorata con preziosi marmi, la grande cucina dove, la leggenda narra, fu preparata una frittata di 1.000 uova per Carlo V, le grandi cantine con le enormi botti, le lavanderie ed i campi limitrofi dove venivano coltivati i frutti della terra per il sostentamento dei monaci oltre che per la commercializzazione con l’esterno. I monaci producevano, vino, olio di oliva, frutta ed ortaggi. Oggi la Certosa ospita il Museo Archeologico della Lucania che raccoglie una collezione di reperti provenienti dagli scavi delle necropoli di Sala Consilina e di Padula. Questo museo copre un periodo che va dalla preistoria all’era ellenistica.

Parco Nazionale del Vesuvio

Il Vesuvio: un grande totem per le tribù della Campania, una divinità della creazione eterna, un occhio dormiente sugli inferi del sottosuolo. Il Vesuvio ha un potere magnetico sulla nostra attenzione, ci mostra fiero la sua pericolosa bellezza, ci infonde energie insieme a paure. E’ il vulcano più mediatico del pianeta, domina uno dei golfi più affascinanti del mondo, è molto temuto eppure abitato fin sopra le pendici.Con il Monte Somma, la cui cresta si affianca al cono, formava un unico imponente vulcano poi stravolto da violente eruzioni, tra cui quella che fermò il tempo delle antiche Pompei ed Ercolano. Con la sua lava, inoltre, il Vesuvio ha contribuito alla fertilità della Campania Felix, consentendo una straordinaria biodiversità e grandissime tradizioni enogastronomiche. Il suo profilo visto da Posillipo è una celeberrima cartolina, in passato anche con il pennacchio di fumo silenzioso, ed è la base per migliaia di logotipi locali. Liberandoci da timori, metafore e iconologie, scopriamo che il Vesuvio è uno dei parchi protetti più suggestivi del pianeta, una meta imperdibile per gli amanti del trekking e dell’escursionismo in Italia.Con i suoi oltre 50 chilometri di sentieri, pur essendo il più piccolo d’Italia, il Parco Nazionale del Vesuvio offre una grande varietà di percorsi, con differenti livelli di difficoltà. Il Parco include anche una riserva forestale (la “Riserva Tirone“), la prima area wilderness vulcanica d’Italia (tra le pareti interne della caldera del Monte Somma e l’Atrio del Cavallo) ed un ecocampus educativo. Altre recenti iniziative fanno del Parco un’importante sperimentazione di politiche ecologiche in un contesto molto difficile, fortemente antropizzato ed urbanizzato. Politiche che purtroppo non hanno evitato lascandalosa apertura di una discarica temporanea al suo interno, in località Cava Sari, nel caos della famigerata emergenza rifiuti.

Altri link di riferimento: www.turismocampano.it